Bollettino di Informazione Omeopatica per il Medico del futuro
Abbiamo inteso “costruire” un canale comunicativo per parlarvi di questo Metodo sperimentale, clinico e terapeutico che è arte nella comprensione dell’essenza dell’essere umano e nel cogliere il senso profondo della malattia.
Per consentirvi di entrare attivamente a far parte di questa rubrica, in calce ad ogni articolo ci sarà uno spazio ove formulare considerazioni o porre domande.
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FILOSOFIA E MEDICINA.
DA IPPOCRATE AD ARISTOTELE
Dr. Stelio Mazziotti di Celso[1]
Premessa
La storia della medicina, come quella della conoscenza in generale, rappresenta il tentativo del soggetto uomo di svelare ed interpretare i “segreti” del suo ambiente oggettivo e lo fa ponendosi domande e proponendo soluzioni e metodi di ricerca.
In particolare, in medicina, la visione della sofferenza, sia osservata nel malato o nella sua malattia, assume una notevole importanza per l’impostazione metodologica e addirittura per le finalità dell’intervento terapeutico che, come sappiamo, può essere vitalista (omeopatia) o organicista (allopatia) con risultati e finalità diversi per l’economia biologica di quel malato storico.
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Il rimedio omeopatico, farmacisti, farmacie, produzione e normativa
E il cittadino che si rivolge alla omeopatia?
Carlo Melodia intervista Virginia Paribello[1]
D) Sosteneva la Dottoressa A.A. Rodriguez che: “il medico omeopatico può indicare la migliore terapia possibile per quel paziente ma il ponte di unione tra la prescrizione, il rimedio e il paziente, sta nella professionalità del farmacista e nella affidabilità del produttore nel fornire al malato un prodotto omeopatico che corrisponda alle finalità della prescrizione in termini di farmacopea; quindi di purezza del prodotto e delle sue parti e di raccolta se vegetale, di diluizione, di preparazione e non per ultimo di conservazione in un idoneo contenitore possibilmente inerte chimicamente e isolante dalle interferenze elettromagnetiche dell’ambiente; anche perché i rimedi ultra diluiti non sono controllabili, come avviene per i farmaci convenzionali, attraverso le analisi chimiche”[2].
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L’importanza della osservazione del bambino nei cambi di stagione
Autunno
Viviana Rasulo[1], medico pediatra, docente della LUIMO, intervistata da Carlo Melodia
D) Cara Viviana, i passaggi da una stagione all’altra sono sempre molto importanti specialmente per il medico omeopatico che basa la propria osservazione del malato sulla visione ippocratica vitalista.
In particolare, forse siamo un poco in ritardo per questo nostro confronto, già sarebbe stato interessante valutare a settembre l'impatto estivo e lo stress del mare o di altra condizione nuova sulla economia della salute bambino…
R) Caro Carlo, uno dei momenti più delicati secondo la nostra visione unitaria ippocratica vitalista sono proprio i cambi di stagione, in cui diversi fattori concorrono per creare un indebolimento dell’Energia Vitale ed un attecchimento maggiore dei virus.
Ogni bambino ha un’ereditarietà miasmatica[2] che noi chiamiamo malattia cronica.
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Semeiotica dell’ansia in psichiatria e in omeopatia
Individuazione del rimedio e casi clinici
L’ansia nelle vecchie denominazioni dei manuali psichiatrici veniva definita come “paura senza oggetto”, che stava a indicare sia la similitudine tra ansia e paura che la differenza, differenza che nell’ansia era appunto l’assenza dell’oggetto, ossia della causa che la determina, evidente soltanto nella seconda.
Questa definizione oggi appare limitativa anche perché, oltre ad escludere che l’oggetto della paura possa essere “interno” quindi immaginativo, dà risalto allo stesso e non alla risposta dell’organismo (l’ansia appunto).
Il concetto fondamentale è che la condizione di base dell’uomo sia la percezione immediata di pericolo, innata e non acquisita, funzionale alla sopravvivenza, questo spiega ad esempio il pianto del neonato alla nascita, dove non vi è nessuna possibilità di individuare l’oggetto “fobico” nel senso cognitivo del termine (paura del nuovo ambiente) ma vi è solo la percezione immediata di pericolo (probabilmente legata alle variazioni sensoriali percepite e non elaborate).
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Premessa: è di queste ore la notizia che la nostra Sanità si sta organizzando per accogliere i bambini palestinesi bisognevoli di cure, probabilmente presso il Bambin Gesù di Roma. Tutto ciò ci riempie di gioia in quanto l’amore è il motore che mantiene la vita e l’assistenza del “fratello malato” è insita nell’aspirazione del sanitario. Detto ciò, il redazionale di oggi, passerebbe in secondo piano, se letto con pregiudizio. Mentre, al contrario, nella sintesi finale del nostro discorso è chiaro l’intento etico d’unificazione del sapere umano nel rispetto dei singoli statuti epistemologici per le finalità etiche della nostra professione!
Carlo Melodia
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Editoriale
Carlo Melodia
Medicina omeopatica dottrina neo-ippocratica
Principi, Metodo e Scienza
Premessa:
Hahnemann costruì il metodo omeopatico seguendo l’aspirazione, essenzialmente etica, di curare e guarire i malati, dopo il disagio della propria esperienza di farmacologo e di medico legale a Dresda; come racconta in una sua lettera-documento all’amico Hufeland e al monsignor Thomas Everest[1].
Egli annuncia ai due amici di volersi ritirare dalla professione medica in quanto la riteneva, alla luce della propria esperienza professionale, una medicina senza metodo, basata su dogmi non spiegati e lontani dalla centralità del malato; argomento che già aveva esplicitato nei dettagli nella prefazione del suo libro dedicato al Kaiser Giuseppe.
All’epoca la farmacologia si basava su sostanze composte (le cosiddette “formole”) e non sperimentate che venivano indicate per questa o quella malattia secondo vari sistemi: tra questi quello “derivativo o evacuante” che consisteva nell’attivare il vomito, la diuresi, la diarrea, il flusso mestruale e veniva praticata anche la sottrazione di sangue soprattutto nelle affezioni respiratorie infiammatorie: dove si usava, già storicamente, il salasso o “flebotomia” secondo un metodo diffusissimo ripreso in Francia da François-Joseph-Victor Broussais.
