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Aspetti Medico Legali[1]

Proposte di formazione

Dalle numerose proposte di formazione specifica sulla tematica integratori esaminate online emerge l’assenza inquietante di una figura professionale e giuridica di riferimento, in termini di competenza e responsabilità!

Didattico–Formativa

Si assiste sempre più alla nascita di scuole di formazione private o sotto l’egida anche di Università Statali, finalizzata ad offrire corsi non “curriculari”.

Dai costi di partecipazione ai corsi, spesso elevati intorno ai 3000 euro, come si ricava online, si può dedurre che la partecipazione da parte dell’iscritto sia finalizzata ad acquisire una professionalità da vendere o spendere successivamente in termini professionali!

Assenza di una figura professionale giuridicamente responsabile

Il tutto finalizzato alla formazione di una figura professionale (non responsabile giuridicamente, in quanto in generale si tratta soprattutto di non medici) a cui si attesta, dopo il corso, di essere esperto in materia di integratori alimentari.

Manca la difesa del cittadino esposto

Chi difende il cittadino in termini di opportunità medica e per i danni subiti da una pratica di somministrazione di detti “integratori” in assenza di una visione clinica che valuti necessità e sopraggiunte alterazioni che solo il medico può essere in grado di osservare?

Figure professionale e corsi formativi sull’uso degli integratori alimentari[2]

Riportiamo a stralcio una delle tante offerte di corsi formativi sull’uso degli integratori alimentari da cui si evidenzia che possono partecipare figure differenti compresi anche i giornalisti sportivi[3].

DESTINATARI E REQUISITI D’ACCESSO

Il percorso formativo si rivolge a laureati in Farmacia, Chimica e Tecnologia farmaceutiche, Scienze Farmaceutiche applicate, Controllo di Qualità dei prodotti della salute, Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Scienze e tecnologie alimentari, Scienze Biologiche, Biotecnologie, Scienze Motorie. Potranno inoltre accedere al percorso, professionisti in possesso del Diploma di Scuola Secondaria che documentino significative esperienze lavorative nel settore, in particolare: Medici, Farmacisti, Nutrizionisti, Dietisti, Istruttori di attività sportive, Atleti dilettanti e professionisti, Erboristi, Esperti del controllo di qualità, Operatori del Wellness e del fitness di palestre, Operatori del settore alimentare, Dirigenti di società e organizzazioni sportive, Giornalisti sportivi.

Alcuni esempi di effetti nocivi su alcuni soggetti in particolari condizioni fisiopatologiche e alcune interrelazioni tra integratori e farmaci

Department of Medical Sciences, Section of Pharmacology, University of Ferrara, Ferrara, Italy[4]

individualità farmacocinetiche e farmacodinamiche per sesso età medicazione ed abitudini alimentari

Fitoterapia in gravidanza/allattamento

Le madri italiane sono in genere molto attente alle medicine da assumere in gravidanza o allattamento e spesso evitano con cura anche i farmaci da banco.

Meno cautele usano però per i preparati erboristici o gli integratori.

Gli esempi più noti sono:

artiglio del diavolo (anti-infiammatori, analgesici) determina nausea e/o irrita la mucosa gastrica;

iperico (anti-stress) determina fotosensibilizzazione;

efedra (decongestionante, antiasmatico) determina ipertensione;

alcaloidi pirrolizidinici (riduzione nausea) determinano epatotossicità e teratogenesi;

antrachinoni (lassativi) determinano melanosi e irritazione delle mucose intestinali.

Seguono alcuni aspetti di chiara ed esclusiva competenza e valutazione medica:

Interazioni tra Fitoterapia e Farmaci[5]

INTERAZIONI FARMACOCINETICHE

Può legarsi al farmaco formando un complesso insolubile nei liquidi gastrointestinali, impedendone l'assorbimento;

Può assorbire il farmaco impedendone l'assorbimento;

Può modificare il pH gastrico;

Può accelerare o rallentare la motilità intestinale;

Può modulare la glicoproteina-P (P-gp).

INTERAZIONI FARMACODINAMICHE

Prodotti/coumadin + aspirina = aumento dell’effetto emorragico

Prodotti/ginko, aglio + FANS = aumento dell’effetto antiaggregante

Prodotti/arancio amaro, efedra + anti-ipertensivi = riduzione dell’effetto anti-ipertensivo

Prodotti/mirtillo + warfarin = aumento emorragia

Effetti e potenziali effetti, accertati, di alcuni preparati della classe integratori

Il rischio della autoprescrizione

EFSA[6] Notizie recenti

Nel maggio 2018 il gruppo di esperti scientifici dell'EFSA sugli additivi alimentari e le fonti di nutrienti aggiunti agli alimenti (ANS) ha adottato una guida alla valutazione delle fonti di nutrienti e della biodisponibilità del nutriente dalle fonti.

A dicembre 2017 l'EFSA ha pubblicato il Summary report on Dietary Reference Values for nutrients. Nello stesso anno l'EFSA ha pubblicato la Overview on Tolerable Upper Intake Levels as derived by the Scientific Committee on Food (SCF) and the EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (NDA). Notizie recenti (slide; così come ricavato dal sito o da me riportato!).

23 gennaio 2018

L'EFSA conferma che i derivati dell'idrossiantracene negli alimenti costituiscono un problema per la salute[7]

Alcune sostanze appartenenti a un gruppo di ingredienti vegetali noti come derivati ​​dell'idrossiantracene possono danneggiare il DNA ed eventualmente causare il cancro, afferma l'EFSA dopo averne valutato la sicurezza quando vengono aggiunte agli alimenti.

Il gruppo di sostanze si trova naturalmente in piante come alcune specie di aloe e di senna. Gli estratti che li contengono sono usati negli integratori alimentari per il loro effetto lassativo (e questa non sarebbe una vera e propria azione farmacologica? N.d.A.).

Nel 2013 l'EFSA aveva concluso che i derivati dell'idrossiantracene negli alimenti possono migliorare la funzionalità intestinale, ma ne aveva sconsigliato l'uso a lungo termine e il consumo a dosi elevate, in ragione di potenziali problemi di sicurezza. Successivamente la Commissione europea aveva chiesto all'EFSA di valutare la sicurezza d’impiego di questi ingredienti vegetali negli alimenti e fornire un parere sulla dose di assunzione giornaliera priva di effetti nocivi sulla salute.

Sulla base dei dati disponibili, l'EFSA conclude oggi che alcuni derivati dell'idrossiantracene sono genotossici (possono, cioè, danneggiare il DNA). Pertanto non è stato possibile stabilire un limite di sicurezza giornaliero. Inoltre, in studi condotti su animali, alcune di queste sostanze hanno mostrato di provocare cancro all’intestino.

Tali conclusioni sono in linea con precedenti valutazioni delle fonti vegetali di tali sostanze effettuate da altri organismi europei e internazionali, tra cui l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'Agenzia europea dei medicinali e, più di recente, l'Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio.

Nel maggio 2018 il gruppo di esperti scientifici dell'EFSA sugli additivi alimentari e le fonti di nutrienti aggiunti agli alimenti (ANS) ha adottato una guida alla valutazione delle fonti di nutrienti e della biodisponibilità del nutriente dalle fonti.

Soia e Fitoestrogeni

Soia – fito ormoni. Pareri discordanti CE e studi …

Per via ipotetica – aggiungono i ricercatori – resta l’assunto secondo cui, in individui con funzione tiroidea compromessa e/o con ridotto apporto di iodio, il consumo di soia potrebbe aumentare il rischio di sviluppare ipotiroidismo[8]

La soia e i fitoestrogeni potrebbero dare una mano alle donne in menopausa per ridurre la frequenza di alcuni suoi sintomi tipici come secchezza vaginale e vampate. È la conclusione di una revisione scientifica condotta da ricercatori della Erasmus University Medical Center di Rotterdam (Olanda) in collaborazione con la University of Cambridge (Regno Unito)[9].

Arginina α-chetoglutarato

Integratori per ipertrofia prostatica

Integratore prostata effetti collaterali.

Precauzioni per l'utilizzo AAKG - Scitec Nutrition - Arginina α-chetoglutarato

...Il prodotto è controindicato nei casi di patologia renale o epatica, cardio – vasculopatie e/o ipertensione, in gravidanza, durante l'allattamento e al di sotto dei 12 anni e adolescenti non ancora formati[10]

Serenoa Repens

Integratori per ipertrofia prostatica

Prostamol[11], integratore a base di Serenoa Repens!

Prostamol: dosi raccomandate e possibili effetti collaterali

La dose ottimale di Prostamol è di una capsula al giorno, possibilmente dopo i pasti. Gli effetti collaterali di Prostamol sono inferiori rispetto ai tradizionali farmaci che vengono utilizzati nel trattamento della ipertrofia prostatica benigna.

Tuttavia possono presentarsi alcuni sintomi/effetti collaterali come la nausea, specie a stomaco vuoto. Prostamol è sconsigliato nei pazienti che sono stati colpiti da infarto miocardico poiché il principio attivo della Serenoa repens possiede una sostanza che incrementa il fattore di rischio.

Integratori a base di Monacolina per ipercolesterolemia

Integratori di riso rosso fermentato e monacolina, alcuni effetti collaterali sono sotto osservazione[12]. È cosa risaputa che il riso rosso fermentato contribuisce a ridurre i livelli di colesterolo endogeno, interferendo direttamente sulla via biosintetica a livello delle HMG-CoA riduttasi, in virtù di alcuni suoi peculiari componenti: le monacoline prodotte per fermentazione da un fungo, Aspergillus terreus. Tra tutte si distingue la monakolina K che riproduce esattamente la struttura chimica della lovastatina, precursore della classe farmacologica delle statine.

A mettere in evidenza la questione sono stati alcuni ricercatori dell’Istituto Superiore della Sanità italiano, in particolare Francesca Menniti-Ippolito e Roberto Da Cas, attraverso un articolo pubblicato anche sul British Journal of Clinical Pharmacology. In tale articolo sono stati messi in evidenza i seguenti casi di eventi avversi: mialgia e/o aumento della creatinfosfochinasi (19); rabdomiolisi (1); reazioni gastrointestinali (12); danni al fegato (10); reazioni cutanee (9); altri tipi di reazioni (4). L’età media dei 52 soggetti presi in osservazione era di 64, con una netta prevalenza del sesso femminile (70%), e il periodo di monitoraggio clinico andava da aprile 2002 a settembre 2015.

Bassi livelli di colesterolo in tarda età sono stati associati anche all’insorgenza di demenza senile e di morbo di Alzheimer[13]; uno studio quarantennale iniziato nel 1965 ha evidenziato che nei soggetti seguiti che sono stati colpiti da demenza senile, i livelli di colesterolo avevano iniziato a ridursi circa 15 anni prima della diagnosi e che, durante questo periodo, erano rimasti costantemente più bassi rispetto a quelli rilevati in coloro che non si erano ammalati. Un altro studio pubblicato nel 2005 [Neurology. 2005 May 24;64(10):1689-95] e condotto da Mielke et al. concludeva “…più alti livelli di colesterolo in età avanzata sono stati associati a una riduzione del rischio di demenza”.

Integratori a base di Monacolina per ipercolesterolemia

Viene indicato correttamente da questo report dell’Humanitas research hospital che il consumatore debba affidarsi al medico per l’assunzione dell’integratore a base di riso rosso contenente monacolina[14]!

Avvertenze e possibili controindicazioni

Il riso rosso fermentato potrebbe avere effetti collaterali a livello del fegato; per questo ne è sconsigliata l’assunzione in caso di problemi epatici, se si è consumatori di alcolici e in caso di terapie che possano a loro volta danneggiare quest’organo. Inoltre potrebbe interferire con i trattamenti a base di ciclosporine e gemfibrozil e assumerlo con delle statine potrebbe aumentare il rischio di effetti collaterali, mentre i farmaci metabolizzati dal citocromo P450 3A4 possono ridurre la sua velocità di degradazione. Infine, sia il riso rosso fermentato che la niacina possono influenzare la salute dei muscoli e assumerli contemporaneamente potrebbe aumentare il rischio di problemi muscolari. L’assunzione di riso rosso durante la gravidanza è sconsigliata, mentre non si hanno informazioni accurate sui suoi possibili effetti durante l’allattamento. 

Disclaimer
Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Integratori a base di Vit. B12

FAQ Integratori GJAV[15]

Esistono effetti collaterali legati all’assunzione di vitamina B12 e sono: diarrea, prurito e sfogo cutaneo.

Nei casi in cui la reazione alla vitamina B12 è molto grave, l’eruzione cutanea può durare fino a quattro mesi. In genere questa vitamina è ben tollerata dalle persone e i ricercatori hanno riportato veramente pochi casi di effetti collaterali o tossicità. Per questo motivo non è stato deciso un livello massimo di tolleranza per la vitamina B12.

Avvertenze

Ci sono dei casi particolari in cui è meglio non assumere la vitamina B12. Ecco quali sono:

Se siete in fase di guarigione dopo un’angioplastica o uno stent coronario, non dovreste prendere un integratore di B12 (questo vale anche per la vitamina B6) perché rischiate che l’arteria si restringa di nuovo. Consultate il vostro medico prima di assumere un multi-vitaminico che contiene vitamine B o una formula del complesso B.

Non dovreste usare la vitamina B12 se avete la sindrome di Leber, più specificatamente chiamata amaurosi congenita di Leber, una condizione ereditaria che causa l’atrofia del nervo ottico, in quanto con l’assunzione di questa vitamina potreste aumentare la velocità con cui si sviluppa l’atrofia.

Vit. D

rischio per dosi non adeguate e interrelazioni con farmaci

Automedicazione e farmaci[16]

Vitamina D: carenza, alimenti, usi, controindicazioni

Eccesso e interazioni

In caso di assunzione eccessiva (in genere possibile solo attraverso l’errato uso di integratori), possono comparire i seguenti sintomi:

Come la maggior parte degli integratori può interagire con alcuni farmaci, ricordiamo in particolare (elenco non esaustivo):

l’assunzione contemporanea ad orlistat può ridurre l’assorbimento di vitamina D,

alcuni antiepilettici (fenobarbital e fenitoina) possono alterare l’assorbimento della vitamina e del calcio,

l’uso concomitante di cortisone può ridurre l’effetto della vitamina D,

potrebbe interferire con i livelli circolanti di zucchero, i pazienti diabetici potrebbero quindi richiedere un aggiustamento terapeutico dei farmaci in uso e dell’insulina,

potrebbe indurre variazioni nella pressione corporea, che potrebbe rendere necessario un aggiustamento delle dosi di eventuali farmaci per anti-ipertensivi,

la colestiramina e il colestipolo riducono l’assorbimento della vitamina.

Humanitas research hospital[17]

Effetti collaterali del colecalciferolo

È importante rivolgersi subito a un medico se l'assunzione di colecalciferolo è associata a:

  • rash
  • orticaria
  • prurito
  • difficoltà respiratorie
  • senso di oppressione o dolore al petto
  • gonfiore di bocca, volto, labbra o lingua
  • difficoltà di ragionamento
  • cambiamenti del comportamento
  • irritabilità
  • minzione più frequente o abbondante del solito
  • fiato corto
  • sintomi precoci di un'intossicazione da vitamina D (debolezza, sapore metallico in bocca, perdita di peso, dolore a muscoli o ossa, costipazione, nausea e vomito)

Controindicazioni e avvertenze

L'assunzione di colecalciferolo è controindicata in caso di calcio o vitamina D alti nel sangue o di problemi di assorbimento dei nutrienti.

Inoltre è bene non assumere altre vitamine o integratori senza aver prima consultato il medico.

Prima di assumerlo è bene informare il medico:

  • di allergie a farmaci, ad altre sostanze o ad alimenti (in particolare alla vitamina D)
  • dei medicinali, dei fitoterapici e degli integratori assunti
  • se si soffre (o si ha sofferto) di livelli ematici di calcio o di vitamina D alti, malassorbimento, malattie cardiache, malattie renali o problemi nei livelli di elettroliti
  • in caso di gravidanza o allattamento.

Cresce l'(ab)uso di integratori di vitamina D. E i rischi[18]?

La rivista online dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Torino

 5 Luglio 2017 Nejrotti

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore

Per quanto un deficit della vitamina D sia stato associato, soprattutto in alcune popolazioni, allo sviluppo di diverse patologie, non è chiaro se la sua assunzione mediante integratori o diete specifiche porti a dei benefici reali al di fuori della salute ossea. Tuttavia, da quanto emerge da uno studio dell’University of Minnesota i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of the American Medical Association (JAMA), circa un americano su cinque cerca volontariamente di integrare i propri livelli di vitamina D (1). Inoltre una porzione significativa e in crescita di questi soggetti assumerebbe integratori in quantitativi superiori a quelli definiti sicuri dalle linee guida internazionali, esponendosi al rischio di effetti collaterali rilevanti legati a un eccessivo assorbimento di calcio...omissis..

Integratori alimentari, per la Cassazione, sentenza n. 51946 del 16 novembre 2018, non sussiste il reato di comparaggio

Da Quotidiano Sanità[19].

Cassazione. Non esiste reato di comparaggio farmaceutico per chi corrompe il medico per far prescrivere parafarmaci.

È stata in ogni caso confermata la condanna per “corruzione propria” all’amministratore di una società che aveva messo in atto una serie di attività illecite volte a favorire la prescrizione del parafarmaco. LA SENTENZA

28 NOV - “Non sussiste il reato di «comparaggio farmaceutico» per chi corrompe il medico di base al fine di fargli prescrivere ai pazienti i parafarmaci prodotti dalla propria azienda. Il reato, infatti, caratterizza soltanto le «specialità medicinali» o altro «prodotto farmaceutico» e non è dunque applicabile agli integratori che sono «prodotti alimentari»”. È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, sez. penale, con sentenza n. 51946 del 16 novembre 2018.

Le nostre CONCLUSIONI

Motivazioni e suggerimenti

Come anticipato nelle premesse di questa nostra, disamina, necessariamente lunga, il fenomeno, culturale e sociale, che abbiamo osservato risulta apparentemente complesso in quanto rappresenta il risultato di numerose motivazioni che di seguito riportiamo a sintesi conclusiva:

La diffidenza. Fa opporre, resistere o diffidare sempre più il cittadino, ad ogni obbligo o indicazione terapeutica farmacologica, anche quella dell’amico farmacista. Fino a rinunciare, come abbiamo visto, persino al farmaco da banco, proposto per lievi alterazioni, e preferendo a questo prodotti cosiddetti naturali definiti integratori!

La massa critica. Da una parte si è generata una massa critica, diremmo un nuovo costume, che vede emergere l’aspirazione del cittadino al recupero della propria autonomia in tema di salute; immaginiamo che tutto ciò sia il risultato delle motivazioni che abbiamo sostenuto in precedenza.

La complessità del fenomeno e l’estensione del fenomeno. Dall’altra, in una sorta di ingranaggio che trascina anche altre realtà, si è creato un vero e proprio mondo virtuale terapeutico che fa a meno del medico e che solo in Italia genera un indotto di interessi il cui fatturato è stimato in circa 3,3 miliardi di eu. Negli USA, precursori del fenomeno, siamo negli anni ’80, l’indotto genera un fatturato di circa 50 miliardi di dollari.

L’assenza di una regolamentazione sanitaria idonea. Naturalmente in questo ingranaggio emerge la mancanza di una chiara regolamentazione, che vada ad individuare i professionisti, giuridicamente competenti, per la prescrizione di questi prodotti; che andrebbero necessariamente validati dopo opportuni trials sperimentali e clinici.

La mancanza di una definizione circostanziata. Oggi l’Istituzione Sanitaria, accettando le indicazioni Comunitarie, ha allargato le maglie alle definizioni di integratori e consentito quindi, al mercato di questi prodotti, uno sviluppo esponenziale quando recita: o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate”.

Il coinvolgimento autonomo ma spesso non informato o formato del medico. In questa realtà anche i medici sono stati coinvolti in quanto, per sostenere una compliance con il proprio paziente, affiancano, nella ricetta, integratori e farmaci! Cosa che, come abbiamo visto, sembra essere pericolosa per l’interrelazione e sinergia possibile, in tema di farmacodinamica e farmacocinetica, dell’integratore con il farmaco destinato alla cura.

Assistiamo anche ad iniziative autonome sul campo. Alcuni produttori hanno già avvertito il dovere di inserire, nel foglietto accluso all’integratore, l’indicazione di rivolgersi al proprio medico per la valutazione della opportunità come soggetto storico ad assumere quel preparato.

Una presa di coscienza serena ma efficace rivolta a tutelare la salute del cittadino. Necessariamente una presa di coscienza va fatta prendendo atto della estensione del fenomeno e del fatto che molti di questi preparati possono realmente avere una funzione terapeutica benemerita. Prendiamo ad esempio l’assunzione di integratori a base di luteina che, per uso ormai tradizionale da parte dell’oculista, sembrano essere efficaci in molte maculopatie per evidenze anche strumentali. Ma si potrebbero fare anche altri esempi in questa direzione.

Necessità di una nuova regolamentazione che includa una corretta informazione medico-scientifica su questi preparati! A nostro avviso tutto ciò che è inerente o coinvolge la salute dei cittadini risulta essere di esclusiva competenza del medico.

Teoria e pratica clinica. Da tempo alla medicina clinica basata sulla osservazione del malato si è preferita la teoria. La teoria presuppone risultati evidenti su oggetti necessariamente uniformi, mentre le persone umane sono individui ed il soggetto della propria sofferenza.

Non vada mai tralasciata la definizione di “scienza”. La scienza si rivolge e studia “l’oggetto nella sua stabilità descrittiva e verifica la ripetibilità dei parametri osservati nelle stesse circostanze sperimentali”.

Ma alla stessa scienza sembra sfuggire aprioristicamente la certezza del risultato atteso quando si rivolge al soggetto persona umana nella sua complessità unitaria di pensiero, organismo e di rapporti con l'ambiente. Perciò si parla di nostri simili in quanto non esiste un nostro uguale.

Riportare il medico al centro del suo operato ed il malato come unico obiettivo di cura.

Il corretto uso delle conoscenze scientifiche da parte del medico fa diventare la medicina “Arte”.

Sarà quindi il medico attento, informato e formato, a valutare la giusta applicazione su quel malato storico, anche delle nuove applicazioni scientifiche che gli vengono messe a disposizione della natura, e che abbiamo il dovere di aggiungere al nostro bagaglio di conoscenza, per applicarle caso per caso.

“È più importante sapere che tipo di persona abbia una malattia, che sapere che tipo di malattia abbia una persona”, Ippocrate di Coo 460-370 a.c.   

Quando la medicina diventa Arte. Sarà quindi il medico attento, informato e formato, a valutare la giusta applicazione, anche delle nuove conoscenze che ci vengono messe a disposizione dalla ricerca, adattandole caso per caso. Tutto come strumento aggiuntivo nel proprio bagaglio di conoscenza. Finalizzandolo ad una giusta opportunità di strategia terapeutica, secondo le indicazioni del Maestro Ippocrate

Il Maestro fondava il proprio insegnamento su Principi: “vis medicatrix naturae, si usino i farmaci con parsimonia” perché essi non sostituiscono ma stimolano la capacità intrinseca della natura a recuperare lo stato di salute (autonomia) ed inoltre: la natura trova da se stessa la via, senza ragionamento e insegnamento”.

 

 

[1] Prof. Goffredo Sciaudone.

[2] Mario d’Amelio, Sociologo, dottore di ricerca in Sociologie della vita quotidiana e metodologie qualitative, Università di Lecce.

[3] http://www.fondazionealmamater.unibo.it/risorse/files/corso-di-formazione-componenti-nutraceutici-e-integratori-alimentari

[4] http://www.unife.it/progetto/pluralismo/materiale-didattico/materiale-didattico-allegati/Varani.pdf

[5] http://www.unife.it/progetto/pluralismo/materiale-didattico/materiale-didattico-allegati/Varani.pdf

[6] https://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/food-supplements

[7] https://www.efsa.europa.eu/it/press/news/180123

[8] https://www.humanitasalute.it/prima-pagina-ed-eventi/69019-tiroide-se-funziona-bene-nessun-rischio-dalla-soia-foto-parere-esperto/

[9] https://www.humanitasalute.it/in-salute/benessere-casa-e-lavoro/68240-menopausa-soia-un-utile-rimedio-vampate-osteoporosi-foto-parere-esperto/

[10] https://www.my-personaltrainer.it/integratore/AAKG-scitec-nutrition.html

[11] https://www.spaziorem.it/40/prostamol.html

[12] https://www.farmacianews.it/integratori-di-riso-rosso-fermentato-sotto-osservazione-alcuni-effetti-collaterali/

[13]https://www.albanesi.it/salute/demenza-senile.htm

[14] https://www.humanitas.it/enciclopedia/integratori-alimentari/riso-rosso-fermentato

[15] https://www.gjav.com/integratori-di-vitamina-b12

[16] https://www.farmacoecura.it/alimentazione/vitamina-d-alimenti-carenza-usi-controindicazioni/

[17] https://www.humanitas.it/enciclopedia/principi-attivi/farmaci-dell-apparato-gastrointestinale/colecalciferolo

[19] https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=68449

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