Ringrazio sentitamente il dott. Andrea Aversa, Direttore Didattico della LUIMO, per la sua introduzione e rivolgo un cortese saluto a tutti i presenti a questa inaugurazione del 66° corso di formazione in medicina omeopatica.

Un ricordo particolare e doveroso va ai quattro Maestri, pionieri della LUIMO, che con sagacia ed umiltà, pur provenendo da diverse realtà geografiche e socioculturali, decisero di unire il loro amore verso la medicina omeopatica Hahnemaniana, strutturando un modello di insegnamento unitario svincolato da limitazioni o da interessi anche regionali (dei loro Paesi di provenienza).

 

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 I Maestri A. A. Rodriguez, T. P. Paschero, P. S. Ortega, A. Negro
 Palazzo Serra di Cassano- Istituto degli Studi Filosofici del Prof. Gerardo Marotta 

 

Il Prof. Gerardo Marotta, eminente filosofo della Scienza, sosteneva, secondo il pensiero di Ippocrate, che il medico dovesse dotarsi di una “ampia capacità di giudizio” conseguente agli studi interdisciplinari e ricordava che la medicina è una branca “umanistica” che si serve della scienza e non viceversa.

Ricordava il Marotta che, per definizione, la scienza studia “l’oggetto” e quindi non è in grado di rappresentare matematicamente il “soggetto” uomo, che non è solo corpo formato da organi ed apparati, ma mente, spirito, relazioni ed esperienze vissute.

Il Professore invitava perciò i medici ad utilizzare la scienza, caso per caso, “secondo metodo” e a vedere la “persona umana” prima della malattia.    

 

I Maestri Fondatori della LUIMO

I nostri Maestri deposero la pietra miliare della fondazione della LUIMO e scrissero lo Statuto Fondativo su cui si basa lo spirito della nostra “Associazione”.

I Fondatori animano sempre spiritualmente la nostra opera di divulgazione della Medicina Omeopatica, secondo le indicazioni della dottrina di C.S.F. Hahnemann

 

Il Padre della Medicina Omeopatica

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 Meissen 10/04/1755 Parigi 02/07/1843

 

Di Samuel Hahnemann, in genere, nella accezione comune, si ricorda che è stato il padre fondatore della medicina omeopatica, non tutti sanno che fu innanzitutto un grande chimico.

Il barone Jöns Jacob Berzelius, grande chimico svedese, considerato, assieme a Robert Boyle, John Dalton e Antoine Lavoisier, uno dei fondatori della chimica moderna, parlando di Hahnemann, disse: “quell’uomo sarebbe stato un grande chimico se non fosse diventato un grande medico”.

Successivamente Hahnemann si affermò come medico-chirurgo, medico legale a Dresda, infine Stadphysicus.

Quest’ultimo incarico veniva assegnato ad un medico farmacologo di provata affidabilità al fine di controllare l’efficacia e la tossicità dei farmaci prodotti all’epoca in Germania.

Da tutto ciò emerge che Hahnemann arrivò alla Medicina Omeopatica, non per una semplice intuizione irrazionale, come sostengono spesso i detrattori superficiali dell’omeopatia, ma grazie alle sue conoscenze di scienziato.

Il padre della omeopatia basò il metodo sul vecchio principio di similitudine, già sperimentato empiricamente da Ippocrate e, nel corso dei secoli, da molti medici.

Hahnemann quindi superò l’empirismo dell’uso del principio di similitudine in piccole dosi sperimentando sistematicamente “droghe” diluite e dinamizzate sull’uomo sano per svelare le “proprietà” curative.

Verificò l’efficacia delle stesse, “rimedi omeopatici”, prescritte, per similitudine ed analogia, sul malato.

 Il tutto, in accordo con il paradigma della osservazione sperimentale e della verifica clinica secondo il presupposto del metodo scientifico.

La Dottoressa Rodriguez

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Dottoressa Adele Alma Rodriguez
Fondatrice e Presidente della LUIMO
 (Verona 27/07/1931 – Napoli 12/05/2018)

 

La Rodriguez conobbe l’omeopatia in Venezuela, nel primo dopoguerra, apprendendo il metodo omeopatico dal dott. Kelber. 

Ella restò affascinata e meravigliata dalle guarigioni ottenute dal suo Maestro; guarigioni di persone che altrimenti non riuscivano a recuperare la salute per precedenti esperienze terapeutiche.

La Rodriguez ricordava sempre, nei suoi racconti, le motivazioni che la portarono ad abbracciare la medicina omeopatica.

La colpì all’inizio, la guarigione di un bimbo con crisi epilettiformi a cui il dottor Kelber indicò l’assunzione di un rimedio omeopatico.

La dottoressa stessa preparò personalmente nella sua farmacia il rimedio omeopatico, secondo le specifiche omeopatiche in ricetta.

Le indicazioni di preparazione del rimedio omeopatico videro la sostanza di partenza diventare, a seguito alle successive diluizioni e dinamizzazioni, un quid infinitesimale; eppure, questa sostanza così preparata, somministrata al piccolo malato per similitudine sperimentale, lo guarì velocemente dal male.

Questa ed altre esperienze di guarigione, ad opera del Kelber, orientarono le successive scelte di vita della Dottoressa.

Ella comprese subito l’importanza della divulgazione della omeopatia in medicina e pensò ad un insegnamento unificato del Metodo Omeopatico Hahnemaniano a carattere Internazionale al fine di superare i condizionamenti che le singole legislazioni, Paese per Paese, operavano sulla omeopatia; cosa che ricadeva sull’insegnamento-formazione.

Spesso le leggi Regionali limitavano l’uso del medicinale omeopatico a preparazioni che contenevano ancora dosi ponderali e di conseguenza relegavano di fatto l’omeopatia nell’ambito di cure distrettuali, riducendo quindi la metodologia omeopatica a terapeutica sintomatologica; come avviene nel metodo Convenzionale.

 La prima esperienza di insegnamento a Napoli

La prima esperienza didattica della futura LUIMO iniziò a Napoli negli ambulatori di viale Gramsci 18. La sede indicata sotto l’acronimo di CEMON, centro di medicina omeopatica napoletano, fu intitolata a Tommaso Cigliano, prima ed unica Cattedra di Medicina Omeopatica conferita dall’Università di Napoli nel 1895).

Tommaso Cigliano

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Il Cigliano, tra l’altro, fu l’autore del lavoro di ricerca clinica “LEUCOEMIA LINEALE osservata nei bambini e curata omeopaticamente”.

Lavoro che procurò al Cigliano la Laurea Honoris Causa in Omeopatia nelle facoltà Mediche di New York e di Philadelphia 

 

 La decisione ed il ruolo della LIGA

La Dottoressa Rodriguez pensò alla LUIMO come ad una espressione operativa dello spirito della Liga Medicorum Homeopatica Internationalis fondata a Rotterdam nel 1925.

Proprio durante il Congresso della LIGA a Buenos Aires del 1971, fu presa la decisione di fondare la LUIMO recuperando in essa le esperienze dell’AIMOH del Professore Negro e del CEMON di Napoli.

La LUIMO divenne membro Istituzionale della LIGA stessa.

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Buenos Aires 1971, durante il Congresso della Liga Medicorum Homoeopathica Internationalis, prende vita la fondazione della LUIMO (in foto: Dott.ssa Adele Alma Rodriguez, Dott. Proceso Sanchez Ortega, Prof. Antonio Negro, Dott. Thomás Pablo Paschero).

 

Napoli crocevia mondiale della Medicina Omeopatica

La dottoressa Rodriguez indicò, sin dall’inizio, Napoli come sede designata della nuova esperienza didattica, in quanto la città partenopea aveva rappresentato il crocevia, nel 1821, con l’arrivo dei medici omeopatici al seguito delle truppe austriache, della divulgazione della omeopatia nel mondo.

Tutto ciò avvenne ad opera dei medici operanti a Napoli che appresero il metodo Hahnemaniano, il cui sistema medico fu edito ed esposto presso la REALE Accademia delle Scienze e delle Arti in Napli nel 1822.

Ricordiamo, tra i medici che abbracciarono l’Omeopatia nel Regno di Napoli, Francesco Romani, allievo del Cotugno, che divenne caposcuola della Omeopatia a Napoli e Cosmo Maria de Horatiis direttore della Clinica Chirurgica della Università di Napoli, Accademico e poi Direttore del Reale Istituto Vaccinico e omeopata del Sovrano Francesco I;.

Entrambi allievi del Necker di Melnyk, ufficiale medico boemo inquadrato nell’esercito austriaco.

Essi furono gli attori della divulgazione della medicina Omeopatica nel mondo formando quei medici che vennero a studiare a Napoli il metodo dei simili attratti dalla eco di guarigioni di persone importanti venute nel capoluogo borbonico a curarsi omeopaticamente.

 

Il Maestro Antonio Negro

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Antonio Negro
(Alassio 17.06.1908- Roma 25.03.2010) Fondatore della LUIMO

Un doveroso ricordo va al Professore Antonio Negro (Roma) allievo di Nicola Pende, costituzionalista.

Costituzionalismo che il Professore correlò con grande intuito all’azione dei rimedi omeopatici ad azione cronica, introducendo il concetto in omeopatia di rimedio costituzionale.

Antonio Negro già nel 1954 fondò a Roma una Scuola di medicina omeopatica AIMOH su richiesta di moltissimi medici e fu l’omeopata di persone illustri come Capi di Stato, alte cariche ecclesiastiche, noti personaggi dello spettacolo e figure Istituzionali della Sanità dell’epoca.

Il 2 Luglio del 1984 il Professore Antonio Negro fu invitato presso l’Istituto Superiore di Sanità dal Presidente Francesco Pocchiari a tenere una Conferenza, in rappresentanza della LUIMO, sul tema Omeopatia che in quegli anni vedeva anche in Italia un interesse crescente a livello Istituzionale.

L’intervento Magistrale del Professore Negro fu pubblicato nel 1985 dallo stesso ISS.   

Il Maestro Paschero

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Dottore Thomás Pablo Paschero
(Buenos Aires 09/01/1904 – 07/09/1986), Escuela de Médicina Homeopática Argentina (fondatore della LUIMO).

Un ricordo rispettoso va a Tommaso Paschero della Scuola di Homeopatia Argentina di Buenos Aires. 

Il Maestro portò nell’insegnamento la centralità dell’aspetto umanistico della medicina omeopatica.

L’anamnesi di Paschero si sviluppava sulla centralità della storia emozionale del malato intesa come espressione di una totalità fisiopatologica “unitaria”.

Il concetto di “unità” risulterà essere centrale del suo insegnamento.

Egli sosteneva: “se il medico non ha la consapevolezza del concetto di unità del creato non può fare niente per lui né per il malato e viceversa” e aggiungeva: “Non siamo soli ma un tutt’uno con le nostre circostanze”.

Il Maestro Ortega

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Proceso Sanchez Ortega (Tulancingo Hidalgo 26/07/1919 – 16/10/2005),
Homeopatia de México (fondatore della LUIMO)

 

L’insegnamento di Proceso Sanchez Ortega dell’Omeopatia del Messico può essere considerato una tappa miliare per lo studio del concetto di predisposizione cronica: quello che Hahnemann, padre della medicina omeopatica, chiamò miasma.

Dalla sua analisi del comportamento del paziente, inteso unitariamente, in tutte le sue espressioni:

percettive, espressive, verbali e no, …

relazionali con i propri simili….   

con l’ambiente chimico e fisico come l’alimentazione o il clima, ….

le abitudini, i desideri,…

i ritmi circadiani negli aggravamenti o miglioramenti giornalieri e periodici…..

Ortega faceva emergere l’influsso della predisposizione miasmatica cronica che soggiaceva alla malattia e modulava la vita del malato.

Da tutto ciò derivava la diagnosi di rimedio e quindi di terapia.

I lavori di Ortega restano un riferimento imprescindibile per tutti coloro che aspirano a diventare omeopati Hahnemaniani.

Il Professore Goffredo Sciaudone

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Rivolgo ancora un doveroso e deferente saluto al Professore Goffredo Sciaudone, Presidente Generale della Società Nazionale di Scienze, Lettere ed Arti in Napoli, attualmente Presidente dell’Accademia di Scienze mediche e Chirurgiche di Napoli e Professore Emerito di Medicina Legale.

Il Professore da Allopata rappresenta da numerosi lustri, in seno alla LUIMO, una referenza storica imparziale con la sua Presidenza del Comitato Scientifico Interdisciplinare composto da cattedratici non omeopati che sostengono la finalità di una formazione multidisciplinare del medico secondo le indicazioni ippocratiche.

Nel 2018, per la sua opera benemerita il Consiglio Direttivo della nostra Associazione, ha conferito al Professore Goffredo Sciaudone il titolo di Presidente a Vita della LUIMO 

 I docenti della LUIMO

Ancora un saluto ed un ringraziamento vanno a tutti i docenti della LUIMO che prestano la loro opera e dedicano il loro tempo alla docenza, per onorare esclusivamente le finalità statutarie della nostra Associazione senza ricevere alcun profitto economico paghi del semplice fatto di fare parte del Progetto.

Gli interessati al progetto formativo 

Infine, rivolgo un ringraziamento ed un augurio a coloro che con oggi decideranno di affrontare una nuova esperienza di conoscenza del sè, e dell’uomo, nella visione umanistica del metodo della medicina omeopatica!

Buon Lavoro

Carlo Melodia 

Cari amici di viaggio,  l’occasione di una rinascita unitaria è intrinseca nel Natale.

Negli ultimi anni la navigazione è stata sempre più difficile per tutti e il rumore di fondo ha sostituito la consapevolezza dell’unità-amore che è il collante dell’esistenza, rendendoci fragili e sgomenti nella solitudine dell’ego.
La forza del Natale testimonia la natura unitaria della vita e, come sempre è avvenuto nell’attimo della ri-nascita, in quell’attimo, ci siamo ricordati della nostra essenza trascendente e abbiamo abbandonato le contese umane, anche sui campi di battaglia, per brindare in una tregua e in un silenzio consapevole che vede in tutti i simili i compagni di avventura!
Viviamo perciò questa Rinascita come testimone del miracolo della vita, abbandonando i preconcetti e l’isolamento dell’ego che conducono solo alla competizione di un individualismo e di un protagonismo vuoto e di per sé malato.

Buon Natale

Carlo Melodia

L’Avvocato Orazio Querques, caro amico della LUIMO, ci ha lasciato.

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Estate 2022

Cari Amici,
tradizionalmente, agosto rappresenta un momento di libertà collettivo dal lavoro e i più fortunati abbandonano le città per mete agognate e per ritrovarsi.

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APO - Associazione Pazienti Omeopatici - vi invita a partecipare mercoledì 8 giugno alle ore 16.00 presso la chiesa Sant'Aniello a Caponapoli al convegno "Omeopatia tra Luci e Ombre".

Pubblicato il video della presentazione che ha avuto luogo sabato 21 maggio 2022 presso laSala del Lazzaretto - Ex Ospedale della Pace - Napoli

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Presentazione del volume del dott. Carlo Melodia nella prestigiosa sede della Sala del Lazzaretto dell'ex Ospedale della Pace di Napoli.

In viaggio con Hahnemann: il bicentenario dell'omeopatia dalla Napoli borbonica all'Italia in un incontro all'ex Ospedale della Pace

CULTURA > PERIFERIE

Mercoledì 11 maggio 2022 di Donatella Trotta

Napoli, città di primati. Più o meno (mis)conosciuti, ostentati (talvolta anche a sproposito) o addirittura dimenticati. L’omeopatia sembra appartenere, nella migliore delle ipotesi, alla prima categoria; ma forse pure alla terza: per effetto di una damnatio memoriae che affligge ― nella nostra era liquida della simultaneità e dell’appiattimento su un presente di smemoratezza planetaria ― non pochi settori dello scibile umano, con i suoi protagonisti e l’evoluzione della sua complessa storia. Di cui fanno le spese in molti. Nel caso di questa medicina, definita in tanti modi (“non convenzionale”, “complementare”, “alternativa”, “dolce”, “naturale”, per usare eufemismi gentili, ai quali si aggiungono anche fantasiosi o errati appellativi che alludono invece a imprecisate dimensioni stregonesche o a pratiche terapeutiche orientali…) ma di fatto basata, molto in sintesi, sul principio di similitudine («similia similibus curentur») per la cura dei malati (di qui il termine omeopatia: dal greco “òmoios”, simile, e “pathos”, sofferenza), a complicare le cose si aggiungono molteplici altri fattori, legati ad agevolmente intuibili scontri di interessi. Che malgrado l’ormai asseverata diffusione mondiale della medicina omeopatica, inizialmente sperimentata con successo in Europa dal medico tedesco (non cinese!) Samuel Hahnemann (1755-1843) e formulata in particolare nel suo Organon der Heilkunst, «Organo dell’arte medica» (1810), continua ad avere detrattori. O anche soltanto scettici, che sembrano ignorare un’ormai vasta letteratura e una casistica che tra gli esempi, per restare nell’attualità, annovera la conclamata longevità dei membri dell’antica dinastia reale britannica dei Windsor, avvezzi a curarsi con l’omeopatia: la 96enne regina Elisabetta II, per dire, ha perso la madre alla veneranda età di 102 anni e poi il consorte Filippo, che di anni ne aveva cento.

Tornando a Napoli, in occasione del bicentenario dell’arrivo in città della medicina omeopatica (1821-2021), prima sede della penetrazione in Italia dei princìpi di Hahnemann ― come opportunamente documentò il libro Napoli e la nascita dell’omeopatia in Italia (1822), edito da Le Stagioni d’Italia nel 2017 e curato dalla compianta Vega Palombi Martorano, indimenticata past President dell’Apo, Associazione pazienti Omeopatici — un’occasione preziosa per addentrarsi nel mondo dell’omeopatia è ora offerta da un grande evento, in programma sabato 21 maggio alle 17.30 nella Sala del Lazzaretto dell’Ex Ospedale della Pace di Napoli (via Tribunali, 227), che va ben oltre la duplice presentazione di nuove pubblicazioni preziose per approfondire questi temi: il libro In viaggio con Hahnemann. Alle origini dell’omeopatia, di Francesco Eugenio Negro (edito da Il Formichiere, 2021) e il volume 1821-2021. Il bicentenario dell’arrivo della medicina omeopatica a Napoli. L’omeopatia al tempo dei Borbone di Carlo Melodia (edito da Luimo, 2022). Perché già nel titolo scelto per l’incontro si ravvisa l’orizzonte culturale, oltre che scientifico, dell’incontro: «L’omeopatia nella filosofia e nella storia», volto – come recita il sottotitolo – a divulgare una «Indagine del viaggio nel pensiero della sua epoca che portò Hahnemann a donare al mondo un nuovo sistema di cura e la storia della diffusione che questo sistema ebbe con al centro la città di Napoli».

Incipit eloquente per un appuntamento di rilievo, non a caso promosso da LUIMO, Associazione per la Libera Università Internazionale di Medicina Omeopatica, presieduta dal medico omeopata Carlo Melodia, con il Museo dell’Omeopatia della Fondazione Negro di Roma, diretto dal medico omeopata Francesco Eugenio Negro (“figlio d’arte” del grande Antonio Negro), il Cemon (azienda omeopatica di spicco per il benessere e la salute) e il Museo delle Arti Sanitarie e Storia della Medicina, diretto dal medico chirurgo Gennaro Rispoli: che, a margine dell’incontro, guiderà (alle 16.30 e alle 18.30) i partecipanti a esplorare la grande mostra «Pianeta Pandemia. Storie virali di contagi e rimedi», da lui curata e ancora in corso nella storica sede. Con Negro, Melodia e Rispoli interverrà alla presentazione anche Luigi Turinese, medico omeopata e psicologo analista junghiano, co-fondatore dell'Istituto Mediterraneo di Psicologia Archetipica. L’appuntamento, libero (ma è richiesta conferma di partecipazione inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) è un’occasione di utile confronto non solo per gli addetti ai lavori, quanto per chiunque abbia la curiosità di approfondire un tema affascinante che ci riguarda tutti: con la sua visione olistica della salute, e una prassi terapeutica attenta alla cura dei singoli pazienti prima ancora che delle loro patologie: in linea, peraltro, con i dettami dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la quale la salute è «uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplice assenza di malattia».

Il saggio di Negro non è soltanto una biografia di Hahnemann, fondatore dell’omeopatia, quanto un insieme di riflessioni, di appunti di viaggio nella mente, una sorta di indagine che incastona i molteplici tasselli di un mosaico che compone la figura di uno scienziato colto ed eclettico, medico di talento e ben inserito nella sua epoca. Le considerazioni dell’autore nascono dall'osservazione di due ritratti di Hahnemann colti in altrettanti momenti importanti della sua vita: il primo, l’incisione dell'edizione dell’Organon del 1819, il secondo del 1838. Il libro guida così il lettore a immaginare che Hahnemann, dopo oltre due secoli, riprenda oggi il suo viaggio da dove lo aveva terminato ritornando tra noi, con il suo bagaglio di intuizioni e di scoperte: era stato infatti lui, per primo, a condurre con rigore scientifico una sperimentazione sull’uomo sano, selezionando i sintomi provocati dal rimedio e confrontandoli con quelli determinati dal placebo; lui, per primo, aveva esplorato il mondo chimico-fisico della diluizione e della dinamizzazione del farmaco. E, sempre aggiornato sui progressi che il suo tempo offriva, aveva intuito fra il resto l'esistenza e utilità delle vitamine, le correlazioni psicosomatiche e somatopsichiche, l’origine microbiologica del vaiolo.

Non da meno l’indagine di Carlo Melodia, che ricostruisce in un ampio orizzonte documentario, storico e filosofico la pratica della medicina omeopatica con i suoi protagonisti al tempo dei Borbone a Napoli: analizzando i fatti e le visioni che sottesero l’evoluzione e la diffusione dell’omeopatia anche nel resto d’Italia con un rigoroso approccio unitario, laico e imparziale che offre significativi spunti di riflessione per il presente. Un volume anche graficamente ricco di dati e di notizie, che mette in luce (e conferma) in modo accattivante anche per un grande pubblico il ruolo di Napoli come base da cui partì, spiega la sua ricerca, «l’onda propulsiva omeopatica che investì il resto del mondo».

Iniziativa della LUIMO all' ex Ospedale della Pace

Redazione ANSA NAPOLI 02 maggio 202212:49NEWS

(ANSA) - NAPOLI, 02 MAG - Il Bicentenario dell' arrivo della medicina omeopatica a Napoli (1821) sarà celebrato Sabato 21 Maggio dalla LUIMO (Associazione per la libera Università Internazionale Omeopatica) con la presentazione di due libri ed una visita al Museo delle Arti sanitarie e Storia della Medicina.

Nella Sala del Lazzaretto dell' ex Ospedale della Pace , in via Tribunali 227, alle 17.30 saranno presentati il libro del dott. Carlo Melodia, presidente della Luimo "1821-2012. Il Bicentenario dell'arrivo dell'Omeopatia a Napoli. L'Omeopatia al tempo dei Borbone", ed il libro del prof, Francesco Eugenio Negro "In viaggio con Hahnemann".

Interverranno, oltre agli autori, il prof,. Gennaro Rispoli, Direttore del Museo delle Arti Sanitarie di Napoli, ed il dott. Luigi Turinese, medico omeopatico.
Alle 16.30 e alle 18.30 sarà possibile visitare la mostra "Pianeta Pandemia. Storie virali di contagi e rimedi", realizzata dal Museo delle Arti Sanitarie e Storia della Medicina. (ANSA).