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Elvira Erman e Carlo Melodia, 70° Congresso LMHI, Brasile 2015

La Medicina Omeopatica nasce come metodo neo ippocratico. Infatti l’indagine del medico è direttamente mirata, senza mediazioni, verso la persona umana. Questo modo di conoscere il malato, secondo una indagine induttiva, aveva all’epoca di Ippocrate la limitazione della disponibilità di una possibile cura individualizzata. La Medicina Omeopatica, viceversa, dispone di infinite possibilità di selezionare per la cura del malato, rimedi codificati attraverso la sperimentazione pura e prescritti secondo il principio di similitudine. D’altra parte emerse sin dall’epoca di Ippocrate la necessità di ri-conoscere nel malato, secondo il metodo deduttivo, informazioni già codificate nei casi osservati in precedenza. Questo avveniva estrapolando dalle osservazioni sul malato i tratti peculiari e lasciando solo quelli comuni e generali a cui si diede il nome di malattia. La modalità deduttiva è il nucleo della struttura del pensiero scientifico, dove la ripetibilità degli esperimenti, secondo esperienze precedentemente codificate, rappresenta la verifica. Tale modalità deduttiva sembra però non rappresentare coerentemente la struttura umanistica propria della scienza medica in generale in quanto ciò ha richiesto la costruzione di artefatti, le malattie, che rappresentano entità nosografiche prive di anima e quindi lontane dalla realtà individuale di chi soffre. Nel corso dei secoli e fino all’attualità la medicina convenzionale, in ottemperanza alla prassi scientifica valida per il mondo inanimato, ha studiato il malato da una parte ed il farmaco dall’altra, ma i risultati sono stati solo quelli di una eterna provvisorietà! Hahnemann ha creato una metodologia umanistica che studia il malato attraverso il rimedio. Il medico omeopatico per la sua operatività si è fornito nel tempo di strumenti, di conoscenza e di sintesi. Gli strumenti di conoscenza sono rappresentati dalle Materie Mediche omeopatiche che riportano le patogenesi sperimentali dei rimedi. Gli strumenti di sintesi sono rappresentati dai Repertori, organizzati anche in programmi informatici.

L’indagine del medico omeopatico di tipo conoscitivo deve essere confrontata per analogia con il rimedio competente omeopaticamente come descritto nella Materia Medica. Spesso per motivi di semplificazione questa indagine umana viene delegata essenzialmente al contenitore repertoriale (come già puntualizzato da Kent per indicare le finalità e le limitazioni d’uso del suo Repertorio). Ne consegue che, in assenza di una visione dinamica ed unitaria dei sintomi del malato, questa ricerca esclusivamente sintomatologica perda l’anima della persona umana. Ci si allontana così dalla analogia e si scade nell’uguaglianza. Parlando di sintomi spesso si fa confusione in quanto quelli riportati sul Repertorio non sono sempre sintomi patogenetici, ma molte rubriche contengono indicazioni di tipo clinico, altre sono inerenti a cause e circostanze altre parlano di condizioni. Queste indicazioni cliniche e di cause o di condizioni non rappresentano una promessa sull’azione del rimedio per quella condizione di malattia, ma semplicemente rappresentano un riferimento di tipo statistico sulla possibilità che un certo rimedio possa curare una certa condizione clinica.

Per questo motivo, introdurre nella repertorizzazione rubriche di carattere clinico potrebbe impedire di trovare il giusto rimedio in termini di analogia con il malato, in quanto il giusto rimedio potrebbe non essere stato incluso in tale rubrica per non avere in precedenza curato una certa condizione clinica.

Già in precedenza la LUIMO ha fatto emergere come nel tempo anche l’omeopata si affidi sempre più alla tecnologia. Tutto ciò nella delega che la stessa sostituisca e semplifichi il lavoro del medico nella scelta del rimedio. D’altra parte nulla può sostituire il rapporto dell’uomo medico con il malato. La sofferenza umana, infatti, non può essere ridotta e semplificata a somma di sintomi in quanto i sintomi in assenza di un rapporto unitario di analogia fra di loro e con quelli del malato non rappresentano il caso da curare.

Segue il caso di una bambina di 4 anni che ha manifestato improvvisamente e progressivamente delle neoformazioni alla caviglia e al piede destro. Le indagini del caso presso l’Istituto dei Tumori “Pascale” di Napoli non hanno dato una diagnosi definitiva per cui fu richiesto ago aspirato cui la madre dopo un primo tentativo sottrasse la bambina.

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Dr Gabriele Losa , Dr Pietro Rizzo

Il presente caso clinico vuole ricordare l'importanza dei rimedi metallici in omeopatia per il loro effetto profondo e duraturo sull'organismo

Parole chiave: gastrite cronica, stato canceroso, avvilimento generale ma con ansia di realizzazione

 

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Primo Rimedio: Natrum Muriaticum 1000