Il 16/12 2016 presso la sede storica della LUIMO di viale Gramsci  a Napoli  il Prof. Gianpaolo Donzelli, Presidente della Fondazione Meyer, scienziato di livello internazionale e poeta, ha affascinato il pubblico venuto ad assistere

all’evento, soprattutto medici e pediatri.

Le tematiche previste per la Conferenza consistevano in spunti di riflessione sulla sostenibilità etica di una medicina diventata positivista e basata sull’evidenza  quantificabile dei dati piuttosto che sulla individualità della persona umana secondo la dottrina ippocratica.

Le “riflessioni” prevedevano il contributo del  pensiero dell’omeopata, da me rappresentato   e del Professore Donzelli.

Nella conversazione preliminare avuta prima della Conferenza ho accertato che il Paradigma culturale del Professore risultava coerente con i principi della Dottrina di Ippocrate e quindi allineata strettamente con il mio travaglio di Medico Omeopata!

Quindi essendo il nostro pensiero medico perfettamente allineato, come ho premesso in apertura del Convegno, ho lasciato il mio tempo al Professore che è  intervenuto in modo Magistrale da vero Maestro di Medicina. 

Inizialmente il Prof. Donzelli ha voluto commentare alcuni passi del suo libro “Stupore della nascita”  comunicando  al pubblico l’emozione del medico-uomo  nelle circostanze non sempre favorevoli della cura della Persona Umana nella battaglia della vita.

Segue una sua riflessione su etica e deontologia, osservando in modo acuto, che oggi “il positivismo medico ha nostalgia della Medicina Umanistica” come risulta evidente dalla richiesta del malato e dall’insoddisfazione del medico.

Il Professore afferma rivolto ai medici in sala che la Medicina Omeopatica ha recuperato con l’aspirazione ed intuizione di Hahnemann  l’aspetto olistico della dottrina di Ippocrate.

Ha parlato  anche delle nuove frontiere in medicina che si orientano verso il recupero dell’unità del malato definendo sempre più la malattia come un evento unitario piuttosto che puntiforme e confinato ad un singolo distretto.

Inoltre ha mostrato le sue ricerche evidenziando la sensibilità della memoria genetica nell’assorbire eventi ambientali che possono estrinsecarsi in stati di malattia; informando che negli USA sono stati stanziati fondi consistenti per queste ricerche finalizzate all’individuazione di mezzi di cura delle cause che risiedono nella regolazione epigenetica!

Al termine del suo intervento ha voluto ricordare  e riconoscere la centralità della donna. Essa rappresenta il vero motore  della vita e sopporta ed ha sopportato ed ha ammortizzato con una grande forza ed abnegazione tutte le difficoltà proprie della natura umana in senso biologico e sociale!

Il silenzio attivo dell’ascolto dei presenti si è trasformato al termine della sua Lectio Magistralis in un lungo applauso di condivisione e di ringraziamento.

Grazie  Prof. Gianpaolo Donzelli,  e a presto condividere altri momenti culturali assieme,

Carlo Melodia

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